

















In un panorama dell’architettura d’interni che spesso insegue la moda del vintage e si concentra sugli oggetti più che sullo spazio, la casa di via Borgonuovo trova il suo “equilibrio domestico” attraverso un lavoro a quattro mani tra architetti e committenti.
I futuri padroni di casa, entusiasti della nuova avventura ma ancora molto affezionati al loro rifugio londinese, ci fanno una richiesta inusuale: rilevare con precisione la loro casa di Londra. Prima ancora di progettare la nuova abitazione, conosciamo così i loro spazi, che ci raccontano il loro modo di vivere e di essere, la passione per l’arte e la fotografia, l’attenzione alla luce e la predilezione per ambienti nei quali la cucina assume un ruolo da protagonista.
La padrona di casa ha gusti precisi e idee chiare. A partire da una prima proposta di layout e materiali, attraverso passaggi successivi, si arriva al progetto definitivo. L’esercizio di rilievo minuzioso degli spazi e degli oggetti della casa londinese si rivela fondamentale per trasferirne le sicurezze, le abitudini e l’atmosfera nella nuova avventura milanese.
La zona giorno si affaccia su un giardino interno, dal quale si intravede l’Orto Botanico di Brera. Una grande parete attrezzata, dipinta nella tonalità “French Gray”, integra e nasconde porte, contenitori, un angolo bar e l’accesso all’intera zona notte.
La scelta di marmi e pietre esotiche racconta lo spirito da veri globetrotter dei padroni di casa; materiali dal carattere deciso vengono equilibrati dalle diverse tonalità di grigio che caratterizzano le pareti e gli arredi su disegno.
Pensiamo che un buon progetto nasca da un percorso condiviso con il committente, capace di trasformare esigenze, abitudini e sensibilità personali in uno spazio autenticamente domestico e accogliente.