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Winery San Steva

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Location:

Santo Stefano al Mare, Italia

Year:

2017 - in progress

Client:

Tenute MFR s.r.l.

Budget:

3.400.000 €

Contract:

Preliminary, Final, Executive and Works Management

Info:

55.000 mq; photo: Aldo Amoretti

Il terreno è composto da una serie di appezzamenti storicamente occupati da serre e domina l’abitato di Santo Stefano. A seguito della rinaturalizzazione dei suoli, sono stati valorizzati una serie di muri in pietra con un orientamento prevalente est-ovest che realizzano dei terrazzamenti perfetti per la coltivazione della vite.

Il progetto consiste nella realizzazione di una cantina per la vinificazione di uve di Moscatello di Taggia prodotte in azienda e per la conservazione del vino prodotto.

È pensato come un percorso all’interno della vigna: dalla strada di accesso al magazzino posto in sommità si crea un filo rosso che accompagna il visitatore/fruitore della cantina nella conoscenza di questo ambiente senza alterarne la natura agricola.

Lo consideriamo come una riflessione sulle attività agricole e il loro rapporto con un paesaggio complesso come quello del ponente Ligure, compresso tra il territorio antropizzato della costa e la natura incontaminata dell’entroterra.

 

Il programma produttivo, a regime, è di 50.000 bottiglie. Sono stati progettati perciò importanti spazi dedicati alla produzione stessa, spazi di manovra esterna caratterizzati da una grande pensilina che possa proteggere sia lo scarico dell’uva che le prime lavorazioni durante la vendemmia, uno spazio espositivo, uffici di produzione e magazzini per lo stoccaggio.

A causa della superficie complessiva di progetto, per limitare l’impatto visivo dei volumi legati alla produzione e a garanzia di un miglior controllo della temperatura nei locali abbiamo scelto di lavorare con ambienti ipogei. Tutti gli edifici sono caratterizzati da coperture piane trattate a verde.

Una scelta che permette una maggior integrazione paesaggistica e, dove possibile, la continuità della vigna anche sulle coperture.

La scelta dei materiali è cardine del progetto stesso ed è legata ad un obiettivo di mimesi.  L’osservazione del territorio, delle sue forme e delle sue geometrie ci ha spinti ad utilizzare solo elementi già presenti. La pietra arenaria posata con giunto aperto è stata la scelta materiale principale. I volumi sono in continuità con i muri di terrazzamento e le pietre assolvono alla funzione di rivestimento e di mitigazione termica al tempo stesso, le loro grandi capacità di assorbimento di calore e la loro massa garantiscono un adeguata protezione in tutte le stagioni. Il materiale è già presente nel terreno, viene accantonato nelle fasi di scavo e permette una grande diminuzione dell’impronta ecologica dell’intervento.

Il “Corten”, grazie alla sua capacità di passivazione naturale si fonde perfettamente con il colore della pietra arenaria che presenta qui delle intrusioni ferrose che conferiscono un tono caldo al grigio della pietra fino a raggiungere la gradazione dell’ocra.

Per la realizzazione delle strade ad uso interno usiamo un terreno stabilizzato di tipo Calcestre con ottime caratteristiche di naturalità, drenaggio e permeabilità, oltre che ottima resistenza ai carichi: non è altro che l’evoluzione del concetto di “Strada Bianca”, già diffusa nell’800 per la formazione delle strade nei parchi pubblici e nelle residenze private.

 

Il programma è stato articolato in tre livelli per meglio adattarsi alle quote del terreno naturale.

Arrivando da sud si incontra il primo livello: il corpo della cantina di produzione e stoccaggio. È costituito da un edificio in linea con una piega al centro che si adatta all’andamento leggermente concavo del terreno stesso. Di fronte alla cantina, la strada di servizio è collocata in trincea e ne cela parte del fronte. Uno dei principi compositivi di progetto prevede la parte emergente di ogni livello non sporga più di 3 metri dal terreno naturale. Nella fascia immediatamente superiore c’è il piazzale principale di accesso al complesso. È caratterizzato da una grande pensilina che ha una funzione fondamentale nella gestione di una moderna cantina: garantisce una protezione nelle fasi di conferimento delle uve in periodo di vendemmia, protegge gli spazi esterni, caratterizzandoli, per l’accoglienza della cantina stessa. La copertura sarà costituita da pannelli integrati fotovoltaici per garantire la produzione dell’energia necessaria per l’illuminazione dell’intero complesso. Dalla pensilina si accede anche ad un edificio costruito su tre livelli interamente riservato ai prodotti: il principale, direttamente accessibile dal piazzale, svolge la funzione di esposizione. Il primo livello inferiore, accessibile tramite una scala posta posteriormente al volume principale, è una sala polivalente con funzione principale di essiccatoio per le uve passite ma che può essere utilizzata come aula formazione. A questo livello è collocata una passerella che permette un percorso di visita protetto ai clienti della cantina stessa attraverso la zona produttiva.