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Villa Beusi

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Location:

Sanremo, Italia

Year:

2018 - in progress

Client:

Private

Budget:

1.500.000 €

Contract:

Preliminary, Final, Executive and Works Management

Info:

250 mq; Photos: Aldo Amoretti

Prima dell’intervento di riqualificazione l’area si presentava come una grande piattaforma in cemento sulla quale sorgevano, in modo disordinato, capannoni in stato di abbandono coperti in eternit. Il terreno su cui sorge la casa era stato prima utilizzato come deposito di materiale di scavo proveniente da una vicina discarica e in un secondo tempo vi si era insediata un’azienda zootecnica. Per accogliere l’attività erano stati realizzati imponenti muri di contenimento in cemento armato, le stalle e il deposito per un totale di 5000 metri cubi.

Dal muraglione a sud della piattaforma fino alla strada di accesso carrabile il terreno era incolto. Era una porzione di territorio leggibile nel suo complesso come un’alterazione del contesto paesaggistico: l’insediamento di un’attività produttiva in questa zona aveva portato alla frammentazione del sistema naturale del verde ed alla modificazione dei caratteri strutturanti il territorio agricolo.

Abbiamo cercato di ristabilire un equilibrio tra verde naturale, artificiale ed insediamento a servizio dell’agricoltura. L’idea del progetto di riqualificazione urbanistica ed ambientale è semplice; ha previsto di demolire gli edifici esistenti, realizzare le bonifiche necessarie e sostituirli seguendo il modello delle unità abitative reperibili nel contesto agricolo limitrofo: un’abitazione unifamiliare a conduzione del fondo. L’obiettivo è stato quello di operare un riscatto ambientale e restituire al contesto naturale gran parte delle superfici che oggi sono occupate dai capannoni abbandonati destinati all’allevamento zootecnico, da terreno incolto e da cemento.

Il termine “verde” non è inteso in modo generico ma il progetto ha previsto di declinare questo elemento in diverse forme a seconda del ruolo specifico che avrebbe assunto ed alla sua relazione con la nuova funzione. Oltre alla macchia mediterranea esistente, oggi possiamo distinguere coltivazioni en plein air, possibili grazie alla presenza di un conduttore del fondo; nuovi uliveti; verde filtro, intendendo con questa espressione la piantumazione di rampicanti a ricoprimento dei muri in c.a. esistenti e la realizzazione di nuovi terrazzamenti che mitighino i salti di quota e consentano la messa a dimora di nuove alberature; frutteto e giardino di erbe aromatiche, a servizio della residenza. Avvicinandosi all’abitazione il verde assume un maggior grado di artificializzazione, diventando giardino ornamentale e materiale di rivestimento per la pavimentazione (ciottolo inerbito). Infatti, se ieri il 56,5% delle superfici in oggetto era occupato da paesaggio degradato, il progetto ha previsto la ri-naturalizzazione dell’87% delle superfici, spostando l’utilizzo del suolo a favore del verde.

Lo sviluppo geometrico dell’abitazione è pensato per assecondare i caratteri tipologici dei fabbricati residenziali del contesto e cercare un rapporto docile con il paesaggio.

Il corpo di fabbrica si sviluppa attraverso un alternanza di volumi che si assottigliano e allargano nella ricerca di rapporti equilibrati con lo spazio esterno di prossimità o paesaggistico. In corrispondenza dell’ingresso si assottiglia, viene attraversato da percorsi passanti, diventa trasparente per dare permeabilità al paesaggio ed arretra rispetto al tetto per lasciare posto a spazi coperti di mediazione.

Nel complesso è il contesto paesaggistico a determinare spazi ed usi del terreno naturale e del costruito.

La normativa ai sensi della quale è stato presentato il progetto, ammetterebbe la demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti con un incremento fino al 35% del volume insediato. Nel rispetto delle caratteristiche dell’ambiente agricolo-naturale in cui l’opera si inserisce è stato deciso di non aumentare il volume esistente e ridurlo notevolmente: il progetto prevede la ricostruzione del 75% in meno del volume presente allo stato attuale.