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Europa Palace – redevelopment and extension

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Location:

Sanremo, Italia

Year:

2018-in progress

Client:

Società Alberghi Europa srl.

Budget:

12.000.000 €

Contract:

Preliminary, Final, Executive and Works Management

Info:

5.600 mq, 74 rooms, 5 common areas; photo: Aldo Amoretti

Il nucleo originario dell’Hotel è stato costruito all’inizio di Corso Imperatrice in coincidenza con l’entrata in funzione del servizio ferroviario, avvenuto nel 1872. La costruzione dell’edificio si è svolta tra il 1873 ed il 1874 ed è stato uno dei primi tre grandi alberghi di Sanremo.

Nel 1905 in seguito alla realizzazione del nuovo Casinò Municipale nell’area antistante l’hotel, dove un tempo si trovavano i giardini Maria Vittoria, l’albergo subisce una pesante ristrutturazione su progetto dell’architetto Filippo Grossi. Viene costruita la “testa” del corpo edilizio su Corso Imperatrice e l’edificio viene alzato di un piano. Considerata la sua posizione strategica, con la stazione ferroviaria di fronte e il Casinò nella parte retrostante, diviene ben presto meta di pernottamento di giocatori ed entra a pieno titolo nel cuore della città. La facciata sul Corso Imperatrice, è ritratta da più di cent’anni in molte delle cartoline più tipiche della città dei fiori.

In origine si chiamava Hotel de l’Europe et de la Paix e solo a metà degli anni ’20, in un epoca in cui tutto doveva essere italianissimo, è stato ribattezzato Albergo Europa e Pace.

Nel 2024 l’Hotel Europa compirà 150 anni e la sua storia dimostra che è sempre stato un edificio al passo con i tempi. Se l’edificio nel corso della sua storia ha periodicamente subito trasformazioni ed ampliamenti, oggi questo processo deve essere perseguito nel segno della continuità con l’intento di dare all’Hotel una immagine rinnovata ma senza strappi.

Nell’anno della sua costruzione, con la sua forma semplice, l’edificio esprimeva il rigore della “fabbrica” ottocentesca, funzionale al viaggiatore e con questo spirito si presentava già come un edificio “moderno”.

Nei primi anni del 900, nella città di Sanremo si imponeva lo stile eclettico e grazie all’uso di materiali da costruzione nuovi come il cemento armato, i progettisti trovavano libertà costruttive inaspettate e la voglia di trasgredire i canoni dell’architettura classica. Lo si può constatare nell’ampliamento del Grossi.

Le riqualificazioni seguenti alla seconda guerra mondiale hanno portato invece alla realizzazione di nuovi ampliamenti ma per vari motivi, non si può dire che abbiano giovato all’immagine complessiva dell’edificio, uno fra i tanti, la messa in opera delle persiane avvolgibili, che sebbene rispecchiassero nuovi bisogni di praticità d’uso, hanno restituito all’edificio un’immagine poco adatta al suo standing. Va riconosciuto però che le scritte luminose al neon posizionate sul tetto e sulle facciate in quegli anni sono presto diventate parte integrante dello skyline cittadino.

Una volta compresa l’importanza della storia “moderna” dell’edificio abbiamo creduto di poter interpretare il suo spirito in maniera contemporanea attraverso due scelte fondamentali: preservare il valore testimoniale dell’immagine “storica” dell’Hotel, così facilmente identificabile nell’ampliamento del Grossi, ridisegnare il resto delle facciate secondo la regola già data dalle bucature esistenti valorizzando l’impalcato architettonico già scritto secondo regole sintattiche dedotte dalla lettura degli edifici storici delle vicine via Roma e via Matteotti. Per farlo senza retoriche storiciste o riflessi post-moderni, sono state attuate alcune semplici strategie: sono state eliminate le persiane avvolgibili ed al loro posto sono state collocate le persiane tipiche del ponente ligure ridando alle finestre una proporzione più slanciata; è stata data continuità ai cornicioni per ottenere una tripartizione orizzontale; sono stati “legati” i marcapiani uno all’altro grazie alle nuove cornici delle finestre; è stato previsto un rivestimento sul basamento in pietra sia sul lato nord che sul lato sud.

L’esigenza ineliminabile di realizzare un edificio a basso impatto ci ha portati inoltre a scegliere di applicare sulle facciate un sistema a cappotto. È stato pensato con una trama in grado di imprimere all’Hotel una marcatura contemporanea nel rispetto della memoria testimoniale dell’edificio. La nuova superficie del sistema a cappotto prende la forma astratta di una tenda plissettata, stesa da cornicione a cornicione. La stesura di tale plissettatura sulle facciate del Corso e della Piazza assorbe le differenze volumetriche e dona un carattere nuovo all’edificio ma usando un linguaggio rispettoso della struttura grammaticale e sintattica data dalle cornici e dai marcapiani in pietra. Il gioco risultante produce ombre vellutate, smussa ogni dissonanza, fa risaltare gli allineamenti e le simmetrie. L’insieme diviene armonico e realizza un effetto di continuità rigorosa e semplice.